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E mi chiedo, chiedo: ma chi è un poeta? Cosa è un poeta?
Un ladro di sogni, un costruttore di significati, un funambolo della versificazione, un orafo che incastona sentimenti emozioni e sensazioni in incastri preziosi di parole, qualcuno
che ha il privilegio di far rivivere il fanciullino pascoliano che è in noi, in grado di scorgere significati profondi nelle piccole cose che ci circondano o chi è capace di connettere
sinesteticamente in corrispondenze inusuali immagini e pensieri, suoni odori e colori
Come echi lunghi che da lontano si fondono In una tenebrosa e profonda unità
vasta quanto la notte e quanto la luce, i profumi, i colori e i suoni si rispondono. (C. Baudelaire)
Oppure, come Marcel Proust dovremo considerare che il solo vero viaggio, la sola fontana di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi, ma di avere altri occhi, di vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, di vedere i cento universi che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è. (Repertoire)
E chi è Paola, la poetessa Paola? è colei che riesce ad uscire dal suo quotidiano per rovesciarlo, a volte con rassegnazione, altre con rabbia, altre ancora con dolcezza, che si immerge nella profondità del suo animo e ci lancia briciole di suono, colore, profumo, che spazia nel suo cuore per mostrarci la leggerezza delle illusioni, la fatica del piacere, la nostalgia del desiderio: la fatica dell’essere umani.
Ma forse un poeta è proprio chi può con poche mescolate parole mettere su carta l’infinito:
Ho navigato mari impossibili su di me ancora porto tracce di sale amaro che asseta la pelle.
E mentre gli occhi annegano
in una sinfonia di blu attendo una barca per l’infinito
Io, migrante da me
Esce dal suo essere donna la musica delle sue parole.
dalla prefazione di Eliana Quintavalle
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