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Logos, l’ignorante che pensa male
Prefazione
Maschera, una parola che è caricatura di se stessa
e vuota di consistenza. Il paradosso che precipita
in un baratro in cui indossare una maschera o più
maschere talvolta scompone la vera “Essenza” di
un individuo. Maha Norouzi, in arte “Luna”, sente
il peso che la grande maschera della “Falsità”,
ha fatto gravare su tutti coloro che hanno scelto
inconsapevolmente o consapevolmente per sopravvivere
ad un mondo ostile e meschino, di indossare.
Il saggio letterario di Maha, è unico nel
suo genere. L’arte visiva, dell’immagine, della
pittura che si riappropria della sua funzione didattica,
interrogativa, inusuale, ripeto coraggiosa,
controcorrente in un mondo in cui l’immagine
di un corpo perfetto e del potere sono idolatrati.
Il lettore diviene spettatore dinanzi al dipinto di
Girolamo Romanino: la cena a casa di Simone il
fariseo. Un’opera che ha catturato in un modo
quasi viscerale, percettivo e sensoriale l’autrice,
tanto da averla rapita in una visione dilatata, liquida,
atemporale. Perché è nell’Ignoto, nelle dimensioni
spirituali, artistiche che visioni di luce,
di speranza e di profonda riflessione si possono
manifestare. Così, Maha subisce ella stessa una
metamorfosi ovidiana, diviene Luna, e divenendo
Luna, essenza primigenia si sveste dei veli di
una triste realtà che la circonda, sprigionando con
la sua scrittura quella luce che viene da lontano,
.
da un’antica Persia, dal suo cuore di angelo. Come
nel dipinto riportato in copertina, in cui I personaggi
fondamentali sono tre: il Cristo, Simone il
fariseo e la figura femminile così nell’opera tre personaggi,
Guido, Mira e Lucia faranno da specchio,
portando il lettore a riflettere su argomentazioni,
quadri psicologici, slanci filosofici che tenteranno
di far cadere quelle maschere sulle quali abbiamo
eretto centomila altri personaggi.
Non mancano i rimandi a L. Pirandello, E. Kant,
S. Freud e a quella letteratura saggista e psicologica
che ha fatto del “Vero” la sua pietra miliare.
Leggendo e rileggendo: Logos-l’ignorante che
pensa male mi sono posto un’unica grande domanda;
Quanto siamo disposti a lasciar andare, a
lasciar cadere, a frantumare in cocci di terracotta
quelle maschere nelle quali ci siamo così bene abituati
ad esistere tanto da non preoccuparci più del
valore assoluto della Verità? Forse lo potremmo
fare un po’ alla volta, un giorno dopo l’altro, strato
dopo strato coraggiosamente fino a giungere a
scorgere oltre le nebbie, oltre gli strati di giudizi,
oltre il male che ci siamo fatti, la nostra natura
umana più pura, più delicata. La nostra vera essenza
senza la quale significante e significato del
nostro esistere perderebbe per sempre motivo
d’essere.
Luca Santilli
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